Nel mondo delle mountain bike da cross-country, dove spesso si inseguono grammi estremi e configurazioni ultra-integrate, c’è chi preferisce un approccio diverso: pratico, versatile e soprattutto efficace. È il caso della Scott Spark RC “Dangermule”, una build curata da Dangerholm, un rider noto per i suoi progetti estremi, che stavolta ha scelto di creare una vera macchina da test quotidiana, senza sacrificare prestazioni reali sul campo.

Il nome “Dangermule” non è casuale: richiama le “mule di prova” usate nell’industria automobilistica, veicoli spartani ma funzionali per testare componenti. Questa Spark RC, in taglia L con telaio HMX in carbonio nudo (lasciando esposto il materiale nudo sottostante e poi ridipinto), è nata proprio con questo spirito: una piattaforma affidabile su cui montare, smontare e provare pezzi diversi senza il timore di rovinare un setup da gara intoccabile.

L’estetica: un tuffo negli anni ’90 con twist Y2K

La verniciatura è uno dei tratti distintivi. Via il classico look Scott: il telaio è stato lasciato in carbonio grezzo e decorato con grafiche aggressive in giallo neon e rosa shocking su bianco, ispirate alle MTB di fine millennio e allo stile Y2K. Il risultato è una bici che attira sguardi ovunque: linee pulite della Spark RC abbinate a colori urlanti e retrò, perfetti per distinguersi senza strafare.

Il montaggio: top di gamma ma con scelte ragionate

Non si tratta di una ultra leggera da record mondiale, ma di una XC capace e polivalente. Il peso si attesta intorno ai 10,71 kg, un valore eccellente per una bici pensata anche per trail leggeri e uso quotidiano.

Ecco i componenti principali:

  • Sospensioni → forcella RockShox SID Ultimate Flight Attendant (generazione precedente per contenere un po’ il costo) e ammortizzatore SIDLuxe Ultimate Flight Attendant al posteriore, con gestione elettronica wireless.
  • Trasmissione → Configurazione ibrida intelligente: guarnitura con misuratore di potenza SRAM XX (solo pedivella sinistra) + pedivella destra XX SL per limare grammi, corona RadoxX Bergakungen da 38 denti (look classico e personale), catena SRAM XX SL T-Type, cassetta SRAM X0 Transmission e deragliatore X0 Transmission con protezioni rinforzate (parallelogramma HOPP + OSPW CeramicSpeed).
  • Ruote e gomme → Syncros Silverton SL con copertoni Schwalbe Racing Ralph 29×2.4” (o Rick XC, a seconda delle prove), scelta orientata a grip e volume extra rispetto alle XC racing pure.
  • Freni → Trickstuff Piccola Carbon con dischi Jagwire Pro LR2 (180 mm anteriore, 160 mm posteriore) per una potenza modulabile e affidabile.
  • Cockpit e comandi → Manubrio Bike Ahead The Wonderbar, piega Intend Grace XC, reggisella telescopico RockShox Reverb AXS da 125 mm, sella Björn Setka, pedali Xpedo M-Force 8Ti. Comando cambio con Zirbel ZShift 01 + SRAM BlipBox integrata.

Altri dettagli curati: movimento centrale CeramicSpeed, portaborraccia Syncros Tailorcage, tappo sterzo personalizzato RadoxX Oknytt.

La filosofia dietro il progetto

Dangerholm spiega chiaramente la sua scelta: «Volevo semplicemente una buona bicicletta da XC». Niente estremismi da 9 kg scarsi, niente compromessi folli per scendere sotto i 10 chili a tutti i costi. Piuttosto una bici solida, veloce in salita e divertente in discesa, su cui testare pneumatici, freni, trasmissioni o configurazioni miste senza paura di doverla ricostruire da zero ogni volta.

La Dangermule è quindi una “tool bike”: entra in garage sporca, esce smontata e rimontata con pezzi nuovi, sempre pronta a macinare chilometri su sentieri veloci o percorsi un po’ più accidentati. Il compromesso tra tecnologia (elettronica, misuratore di potenza, trasmissione wireless) e pragmatismo (componenti robusti, gomme più generose) la rende ideale per chi gareggia ma non vuole una seconda bici “solo da test”.

In un’epoca in cui molte Spark RC da gara sembrano uscite da un laboratorio di Formula 1, la Dangermule ricorda che a volte la formula più efficace è la più semplice: una buona bici XC, ben fatta, divertente e pronta a tutto.