Nel mondo dell’XCO, dove la resistenza fisica e mentale è messa alla prova ogni giorno, storie di trionfi e cadute si intrecciano spesso. Ma poche sono toccanti come quella di Loana Lecomte, la campionessa francese che ha vissuto un anno da incubo nel 2025, culminato in un esaurimento totale che l’ha costretta a rivedere completamente la sua vita sportiva e personale.

Loana, nota per le sue vittorie schiaccianti e la grinta in sella, ha affrontato un periodo oscuro che si è accumulato silenziosamente negli ultimi quattro o cinque anni. “È stato come entrare in una spirale da cui non riuscivo a uscire“, ha confidato in una recente chiacchierata. Tutto è iniziato con una crescente sensazione di disagio: pedalare, un tempo fonte di gioia pura, era diventato un peso insopportabile, sia a livello fisico che emotivo. Le gare non portavano più soddisfazioni, solo frustrazione e stanchezza cronica.

Il momento critico è arrivato durante i Campionati del Mondo XCO di settembre in Valais, Svizzera. In quella che doveva essere una delle competizioni più importanti della stagione, Loana ha abbandonato dopo una caduta nella prima tornata. “Mi sono schiantata contro un muro invisibile“, ricorda. È stato lì che ha finalmente ammesso a se stessa di avere un problema serio. Il suo entourage l’aveva avvertita da tempo, ma lei, testarda e determinata, non voleva sentire ragioni. “Avevano ragione loro, ma io ero cieca di fronte alla realtà“, ammette oggi con un velo di rimpianto.

Già sei mesi prima, sui social, Loana aveva dato un primo segnale di allarme, annunciando la necessità di una pausa per ricaricarsi mentalmente e prendersi cura di sé. Ma è stato l’intervento di una figura chiave a fare la differenza: Pauline Ferrand-Prevot, compagna di squadra e amica, che aveva attraversato un’esperienza simile in passato. Pauline, con la sua empatia e saggezza, ha convinto Loana ad accettare la situazione e a imparare a dire “no”. “Mi ha insegnato che è essenziale pensare a se stessi, perché nessuno lo farà al tuo posto“, spiega Loana. Senza quel consiglio, il suo burnout avrebbe potuto protrarsi ancora di più, ritardando il recupero.

Pauline è stata l’unica a comprendere appieno la profondità del malessere di Loana. “Doveva essere lei a dirmelo“, sottolinea la giovane ciclista. Grazie a questa guida, Loana ha iniziato un percorso di riflessione profonda sul mondo dello sport ad alto livello. “Non si può pretendere di essere al top tutto l’anno, di eseguire ogni allenamento alla perfezione“, riflette. Il ciclismo professionista richiede un equilibrio che va oltre i muscoli: la salute mentale è fondamentale, e ignorarla può portare a conseguenze devastanti.

Da questa esperienza, Loana è emersa più forte e matura. Il 2025, pur essendo un anno di crisi, le ha regalato una crescita personale inestimabile. Oggi, guarda al futuro con rinnovato ottimismo, consapevole che il vero successo non sta solo nelle medaglie, ma nel benessere interiore. La sua storia è un monito per tutti gli atleti: ascoltare il proprio corpo e la propria mente può fare la differenza tra una carriera brillante e un crollo improvviso. Nel ciclismo MTB XCO, dove la pressione è costante, figure come Loana e Pauline ricordano che la vera forza nasce dall’equilibrio.