In un colpo che sembra uscito da un film d’azione, un container marittimo da 16 metri è stato rubato in Quebec, portando via con sé 250 biciclette del marchio californiano Marin Bikes. Il furto è avvenuto tra il 30 gennaio e il 1° febbraio 2026, in un episodio che ha lasciato sgomenta l’azienda e la comunità ciclistica canadese.
Il container, carico di bici destinate probabilmente ai rivenditori autorizzati del paese, è scomparso nel nulla durante il trasporto via terra. Non si conoscono ancora i dettagli precisi sul luogo esatto del prelievo – forse un deposito, un parcheggio o un’area di sosta lungo la rotta – né sul mezzo utilizzato dai ladri per trainare via l’intero rimorchio con il container. Quello che è certo è che si tratta di un’operazione organizzata: svuotare e spostare un container di quelle dimensioni richiede attrezzature pesanti, pianificazione e una certa dose di faccia tosta.

Marin Bikes Canada ha diffuso immediatamente un appello pubblico tramite i propri canali social, invitando tutti i negozianti e gli appassionati a tenere gli occhi aperti. «Se vi viene offerta una quantità sospetta di bici Marin a prezzi stracciati o da fonti non ufficiali, segnalatecelo immediatamente», è il messaggio lanciato dall’azienda. Al momento non sono stati resi noti i modelli coinvolti – potrebbero esserci mountain bike, gravel, city bike o e-bike – né una stima precisa del valore economico della merce, ma considerando il listino medio del brand e la quantità, si parla di diverse centinaia di migliaia di dollari canadesi in fumo.
L’impatto per il marchio non è solo economico. In un periodo già complicato per l’industria ciclistica – tra rincari delle materie prime, calo della domanda post-boom pandemico e concorrenza feroce – perdere un intero carico significa ritardi nelle consegne, clienti delusi e un danno d’immagine non indifferente. I rivenditori si trovano ora a dover gestire liste d’attesa più lunghe o a dover cercare alternative last-minute per non perdere vendite.
La polizia canadese è al lavoro sull’indagine, ma finora non sono emerse tracce pubbliche del container o delle biciclette. È probabile che i ladri cerchino di smistare la merce il più rapidamente possibile, magari pezzo per pezzo su piattaforme online, mercatini o attraverso canali meno tracciabili. Per questo l’appello di Marin è rivolto anche al grande pubblico: un occhio attento da parte di appassionati e negozianti potrebbe essere decisivo per recuperare almeno parte del carico.
Episodi simili non sono del tutto nuovi nel settore delle due ruote. Negli ultimi anni si sono verificati furti di container pieni di e-bike e mountain bike in vari porti e depositi nordamericani, segno che la domanda di bici di qualità – anche usate o “di provenienza dubbia” – rende questi carichi particolarmente appetibili per la criminalità organizzata.
Nel frattempo, la comunità ciclistica canadese si stringe attorno al brand. Molti rider e negozianti hanno già condiviso l’appello, trasformando i social in una sorta di rete di sorveglianza diffusa. Chissà che tra un post e una storia non spunti la foto decisiva: 250 Marin in giro per il Quebec non possono passare inosservate a lungo.
Resta da vedere se il container verrà ritrovato intatto, se le bici torneranno ai legittimi proprietari o se finiranno smontate e rivendute su mercati paralleli. Per ora, una cosa è certa: in Canada c’è qualcuno che pedala su bici rubate… e qualcun altro che le sta cercando con ostinazione.












