In un annuncio che ha scosso il mondo del ciclismo, Shimano, uno dei giganti del settore componenti per biciclette, ha confermato che non parteciperà all’edizione 2026 di Eurobike, la più grande fiera ciclistica globale. La decisione arriva in un momento di turbolenze per l’evento, che sta lottando per mantenere il suo status di appuntamento imprescindibile per l’industria. Shimano, storico partner della manifestazione, ha motivato la scelta con la volontà di “esplorare approcci diversi” e di concentrarsi su eventi più piccoli e mirati, che possano meglio soddisfare le esigenze del mercato attuale.
Eurobike, che si terrà a Francoforte dal 24 al 27 giugno 2026, è da anni il punto di riferimento per innovazioni, networking e presentazioni di nuovi prodotti nel settore bike. Tuttavia, gli ultimi mesi hanno visto un susseguirsi di defezioni importanti. Alla fine del 2025, Bosch – leader nei sistemi di propulsione elettrica per e-bike – e due influenti associazioni tedesche del ciclismo, ZIV (Zweirad-Industrie-Verband) e Zukunft Fahrrad, hanno ritirato il loro supporto, criticando l’organizzazione e proponendo un ripensamento radicale della formula. Le associazioni hanno espresso delusione per la mancanza di un vero dialogo con gli organizzatori di Fairnamic GmbH, la società dietro l’evento, sostenendo che le proposte presentate – tra cui un piano in 10 punti per rinnovare la fiera – non siano state prese in considerazione adeguatamente.

“Eurobike ha giocato un ruolo importante nel nostro settore per molti anni“, ha dichiarato un portavoce di Shimano, sottolineando però la necessità di adattarsi a un panorama in evoluzione, dove le fiere tradizionali potrebbero non essere più l’opzione più efficace per connettersi con clienti e partner. Questa mossa segue un trend più ampio: l’industria ciclistica sta affrontando sfide post-pandemia, con costi crescenti per gli espositori, un calo di visitatori e una crescente preferenza per format digitali o regionali. Inoltre, Eurobike ha recentemente cancellato MOBIFuture 2026, l’evento collaterale dedicato alla micromobilità elettrica, segnalando ulteriori difficoltà logistiche e strategiche.
Dall’altra parte, gli organizzatori di Eurobike non si arrendono. In una recente dichiarazione, Fairnamic ha annunciato un “aggiornamento sul futuro dello show oltre il 2026”, promettendo una ristrutturazione significativa. Per l’edizione imminente, è previsto un layout più compatto delle hall espositive, con l’obiettivo di rendere l’esperienza più efficiente e focalizzata. Philipp Ferger, nominato managing director a dicembre 2025, sta guidando discussioni con l’industria per mappare una “fiera del futuro”, che potrebbe includere elementi ibridi, maggiore enfasi sulla sostenibilità e collaborazioni più strette con gli stakeholder.
Le implicazioni di questi ritiri sono significative. Per Shimano, l’uscita potrebbe significare un risparmio sui costi e una maggiore flessibilità nel marketing, ma per Eurobike rappresenta un rischio di perdere appeal tra i big del settore. Se altre marche seguissero l’esempio, la fiera potrebbe dover reinventarsi completamente per sopravvivere. Nel frattempo, eventi alternativi come Sea Otter o Taipei Cycle stanno guadagnando terreno, offrendo piattaforme più agili in un mercato globale sempre più frammentato.
In conclusione, la defezione di Shimano è un campanello d’allarme per Eurobike, che deve ora dimostrare di poter evolversi. Il 2026 sarà un anno di transizione, ma il vero test arriverà nel 2027, quando il nuovo concept verrà implementato. L’industria del ciclismo osserva con attenzione: in un’era di cambiamenti rapidi, solo chi si adatta sopravvive.












