Nel mondo del ciclismo gravel, dove l’avventura incontra la performance, emergono occasionalmente creazioni che sfidano i limiti della fisica e dell’ingegneria. Una di queste è la straordinaria “monster gravel” realizzata dal builder svedese Dangerholm, un appassionato noto per i suoi progetti estremi e ultraleggeri. Vediamo quindi come Dangerholm abbia trasformato una mountain bike hardtail in una gravel da record, pesando appena 7,19 kg. Questa bici non è solo un esercizio di stile: è una fusione perfetta tra leggerezza, funzionalità e innovazione, che potrebbe ispirare il futuro del gravel biking.

Le origini del progetto: da MTB a gravel estrema
Dangerholm, pseudonimo di un meccanico e designer appassionato, ha sempre puntato a creare bici che sembrano impossibili. Partendo dal telaio Scott Scale RC SL – un modello iconico nel mondo delle mountain bike cross-country – ha deciso di adattarlo al gravel, un settore in rapida evoluzione che mescola elementi da strada, ciclocross e MTB. Il telaio in carbonio HMX premium è stato privato della vernice originale per esporre le fibre di carbonio nude, decorate con loghi bianchi e una striscia rossa sul tubo orizzontale. Un tocco personale? Una nota scritta a pennarello sul fodero catena: “tecnicamente una gravel”. Questo non è solo un vezzo estetico, ma un’affermazione ironica che sottolinea la versatilità del progetto.

La scelta del telaio Scott Scale non è casuale: è uno dei più leggeri sul mercato, progettato per le gare XC, ma Dangerholm lo ha reso “monster” aggiungendo una forcella ammortizzata, un manubrio dropbar e ruote con canale interno da 40 mm. Il risultato? Una bici che affronta terreni sconnessi con agilità, mantenendo un peso da bici da corsa pura.

I componenti chiave: leggerezza senza compromessi
Il segreto di questa gravel da record sta nella selezione maniacale dei componenti, tutti ottimizzati per minimizzare il peso senza sacrificare la funzionalità. Ecco i principali:
Telaio e forcella: Il cuore è, come detto, il telaio Scott Scale RC SL in carbonio HMX, abbinato a una forcella RockShox SID Flight Attendant con attuazione elettronica. Questa forcella intelligente si regola automaticamente in modalità Open, Pedal o Lock, grazie a sensori che rilevano il terreno. Le decalcomanie sono ridotte al minimo per risparmiare grammi preziosi.

Ruote e pneumatici: Dangerholm ha optato per cerchi in carbonio personalizzati con canale interno da 40 mm, una larghezza che permette di montare pneumatici più larghi a pressioni basse per maggiore comfort e grip. I mozzi sono Tune, noti per la loro leggerezza, e gli pneumatici Schwalbe Thunder Burt da 2.1″ offrono un equilibrio ideale tra scorrevolezza e trazione su sterrato.


Manubrio e comandi: Il manubrio dropbar integrato Darimo Nexum Drag, largo 380 mm e pesante soli 218 grammi, è il ponte tra il mondo gravel e road. I comandi sono integrati nel sistema SRAM/RockShox, con leve e pulsanti che controllano non solo il cambio ma anche il reggisella telescopico RockShox Reverb AXS e la forcella.

Trasmissione: Il gruppo elettronico SRAM Red XPLR a 13 velocità, con cassetta fino a 46 denti, è il più leggero disponibile. Aggiunge una corona Garbaruk in carbonio da 44 denti, pedivelle Grigiocarbonio e una gabbia CeramicSpeed per una fluidità impeccabile.


Freni e sella: Freni SRAM RED con pinze flat-mount e dischi Carbon Ti assicurano una potenza di arresto affidabile. La sella e il reggisella formano un’unità integrata in carbonio Darimo, eliminando peso superfluo.

Il peso totale? Un impressionante 7,19 kg, inclusi forcella ammortizzata, ruote larghe e reggisella telescopico. Per contestualizzare, una gravel standard spesso supera i 9-10 kg; qui, Dangerholm ha creato un mostro leggero che compete con le bici da salita più estreme.

Perché è rivoluzionaria: comfort, performance e tendenze future
Questa creazione non è solo un trofeo da esposizione. La larghezza del canale ruota da 40 mm anticipa una tendenza: permette profili di pneumatici più ampi, migliorando il comfort su lunghi percorsi gravel senza gonfiare eccessivamente. La sospensione anteriore aggiunge versatilità su terreni tecnici, rendendola una “monster gravel” ideale per avventure off-road estreme.

Dangerholm dimostra che il gravel non deve essere pesante per essere robusto. In un’era in cui i ciclisti cercano bici polivalenti – capaci di asfalto, sterrato e singletrack – questo progetto ispira produttori come Scott e SRAM a spingere i confini della leggerezza. Immaginate gare gravel dove il peso non è più un limite: questa bici potrebbe essere il prototipo di una nuova generazione.
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