Nel panorama delle mountain bike enduro, dove le novità si susseguono a ritmo serrato tra telai in carbonio ultraleggeri, sospensioni sempre più raffinate e geometrie estreme, ogni tanto emerge un progetto che rompe gli schemi. È il caso della Pika, il prototipo enduro sviluppato da PM Sports. Non si tratta di una bici da produzione di massa, ma di una creazione personale e visionaria firmata da Gian Cla Haller, un appassionato ingegnere e rider svizzero che ha deciso di costruire da zero la mountain bike dei suoi sogni, quando nessuna bici sul mercato soddisfaceva appieno i suoi requisiti in termini di geometria, cinematica e trasmissione.

Il nome “Pika” evoca immediatezza e agilità (come il piccolo roditore di montagna), ma il progetto è ambizioso: Haller la definisce “il futuro del riding enduro senza motore”. L’obiettivo dichiarato è spingere al massimo velocità e sicurezza su terreni estremi, eliminando compromessi.

Un telaio machined aluminum monoblocco: artigianato high-tech
Il cuore della Pika è il front triangle ricavato da un unico blocco di alluminio lavorato al CNC. Questa tecnica, già vista in prototipi estremi come la Frace F160 o alcuni concept Gamux, permette un controllo assoluto sullo spessore delle pareti, sulla rigidità e sui percorsi di carico. Il risultato è un telaio con traliccio visibile nella parte inferiore del downtube, progettato per ottimizzare peso e resistenza senza inutili sovrastrutture.

Il telaio pesa circa 5 kg, un valore non proprio basso ma giustificato dalla costruzione massiccia e dalle scelte tecniche. Gian Cla anticipa che un secondo prototipo invernale dovrebbe alleggerire ulteriormente la struttura. La bici è configurata esclusivamente con ruote in formato misto (anteriore 29″, posteriore 27.5″), senza opzioni per geometria regolabile o flip chip: tutto è fissato intorno alle esigenze di Haller, alto circa 183 cm.

Cinematica progressiva e travel generoso
La sospensione posteriore adotta una piattaforma short-link a quadrilatero con curva di leverage molto progressiva: parte da circa 3:1 all’inizio dello stacco e scende poco sotto 2:1 a fondo corsa. Travel posteriore di 160 mm (shock da 230×65 mm, compatibile con ammortizzatori ad aria o a molla – sul prototipo troviamo un MRP Hazzard a molla), forcella da 170 mm. Questa progressività la rende adatta sia a molle elicoidali che ad aria, con un comportamento che privilegia supporto a metà corsa e resistenza al bottom-out.

Trasmissione Pinion Smart.Shift e mass damper nascosto
Una delle scelte più discusse è il gearbox Pinion Smart.Shift, che sostituisce il deragliatore tradizionale con un cambio interno al telaio. Addio catena che sbatte, deragliatori fragili e cambi al volo sotto carico: il Pinion offre cambi istantanei e affidabilità estrema, ideale per enduro aggressivo.

Ancora più innovativa la presenza di un mass damper custom nascosto all’interno del tubo sterzo. Ispirato a soluzioni già testate in Coppa del Mondo downhill (come sulla bici di Jackson Goldstone), il mass damper riduce vibrazioni e chatter, rendendo – secondo Haller – la forcella “notevolmente più sensibile entro certi range”.

È compatibile con star nut standard o con il Pademelon steering damper integrato nel cockpit. Sebbene i benefici empirici dei mass damper in MTB siano ancora oggetto di dibattito, Gian Cla lo considera un upgrade netto.

Geometria “personale” ma moderna
Angolo sterzo: 63.5° (leggermente più aperto della media attuale per enduro race)
Angolo sella: 75° (un po’ arretrato rispetto agli standard 2025-2026 da 76-78°)
Reach: 490 mm
Chainstay: 440 mm
Non è una geo “all-in” ultra-slack, ma bilanciata per un riding veloce e stabile su terreni impegnativi.

Il futuro della Pika: prototipo o rivoluzione?
Al momento la Pika resta un esemplare costruito per uso personale da Gian Cla Haller sotto il brand PM Sports (pmsports.ch). Non ci sono indicazioni su una produzione in serie, prezzi o disponibilità. Haller ha sviluppato tutto in-house dopo anni di frustrazione con le bici commerciali: “Quando nessuna bici soddisfaceva i miei requisiti in termini di geometria, cinematica e drivetrain, ho deciso di risolvere il problema da solo. Focus su performance massime per sbloccare nuovi livelli di velocità e sicurezza.”
La Pika non è la classica enduro da podio World Cup, ma un manifesto di indipendenza: telaio machined brutale, gearbox affidabile, damper anti-vibrazioni e scelte senza compromessi. Che sia il futuro o un esperimento affascinante, questo prototipo dimostra quanto la passione possa ancora spingere l’innovazione nel mondo gravity.












