Nel mondo della mountain bike, il 2026 segna un punto di svolta per le eMTB. Queste biciclette elettriche, un tempo criticate per il loro peso eccessivo e la sensazione “artificiale” di pedalata, stanno evolvendo in macchine sempre più leggere, potenti e naturali. Grazie a innovazioni nei motori, nelle batterie e nei materiali, i produttori stanno riducendo il divario tra bici tradizionali e assistite, rendendo le eMTB accessibili a un pubblico più ampio: dai trail rider amatoriali ai professionisti dell’enduro. In questo articolo, approfondiamo i trend chiave, i modelli di punta e le implicazioni per il futuro del ciclismo off-road.

L’wvoluzione dei motori: potenza senza compromessi
Uno dei pilastri di questa rivoluzione è l’avanzamento nei sistemi di propulsione. I motori moderni non solo erogano più potenza, ma lo fanno in modo più efficiente e discreto. Prendiamo ad esempio il DJI Avinox, integrato in modelli come l’Amflow PL Carbon Pro: questo motore raggiunge picchi di 1000W con un’assistenza fino all’800%, mantenendo un peso contenuto intorno ai 2,5 kg. Rispetto ai predecessori, offre un feeling più naturale, con un’erogazione progressiva che simula la pedalata umana, ideale per terreni tecnici.

Altri giganti come Bosch dominano il mercato con il Performance Line CX, che arriva a 100Nm di coppia e 750W di potenza massima, ma con un peso ridotto a 2,8 kg. Il Bosch SX, invece, è progettato per rider attivi che preferiscono cadenze alte e un’assistenza sottile. Non da meno il Fazua Ride60, con 60Nm e boost fino a 450W, che pesa solo 2 kg e si integra perfettamente in telai leggeri. Questi motori stanno spingendo le eMTB verso prestazioni da “full-power” senza sacrificare l’agilità.

La caccia al peso minimo: sotto i 18 kg diventa realtà
Il peso è stato a lungo il tallone d’Achille delle eMTB, ma nel 2026 stiamo assistendo a un calo drastico. Modelli full-power come la Kellys F100 con batteria da 900Wh pesano meno di 21 kg, mentre la F90 da enduro si ferma sotto i 23 kg. Questo è possibile grazie a telai in carbonio ottimizzati, batterie più dense e motori compatti.

Tra i lightweight, spiccano la Focus JAM2 SL 9.9 (con motore Fazua e travel da 150mm) e l’Orbea Rise H10, che combinano alluminio o carbonio per pesi intorno ai 18-20 kg. Queste bici “SL” (super light) sono ideali per chi vuole un’assistenza minima, mantenendo il divertimento della pedalata tradizionale.
Batterie e autonomia: più energia, meno ingombro
Le batterie rappresentano uno dei campi in cui l’evoluzione delle eMTB è più evidente e tangibile nel 2026. La sfida principale è sempre stata la stessa: aumentare la capacità (e quindi l’autonomia) senza far lievitare il peso o l’ingombro, che penalizzerebbero maneggevolezza e feeling di guida. Oggi, grazie a celle di ultima generazione, a chimiche più dense e a packaging ottimizzati, i produttori stanno raggiungendo livelli prima impensabili.

Le batterie da 800 Wh sono ormai lo standard per le full-power eMTB di alto livello. Bosch, con il suo PowerTube 800 (Smart System), offre esattamente 800 Wh in soli 3,9 kg – circa 500 g in meno rispetto al precedente PowerTube 750, pur con 50 Wh in più. Questo si traduce in un’energia densità effettiva intorno ai 205 Wh/kg, un valore eccellente per un pack integrato con BMS, connettività e struttura protettiva.
Poi ci sono le vere sorprese del 2026: batterie da 900 Wh che non trasformano la bici in un trattore. Kellys, in collaborazione con BMZ e Panasonic, ha lanciato pack in carbonio da 900 Wh a circa 3,5 kg (densità fino a 257 Wh/kg), rendendoli tra i più leggeri al mondo per questa capacità.

Anche i sistemi lightweight come Fazua Ride60 si sono evoluti: la batteria Energy 480 (da 430 Wh precedente a 480 Wh) pesa 2,4 kg, ideale per eMTB “SL” con travel 130-150 mm e feeling quasi analogico.

In condizioni reali (terreno misto trail/enduro, rider 75-85 kg, modalità Trail o Turbo per le salite tecniche), ecco cosa si ottiene oggi:
- 600 Wh: 40-60 km o 1.200-1.800 m di dislivello positivo (D+), perfetto per giri da mezza giornata o chi vuole risparmiare peso.
- 800 Wh: 60-100+ km o 2.000-3.000 m D+, lo standard per full-day epici senza preoccupazioni.
- 900 Wh: oltre i 100 km o 3.000+ m D+ in modalità mista, con alcuni rider che arrivano a 120-130 km in eco su terreni non estremi. È la scelta per chi fa “shuttle-style” multi-discesa o bikepacking elettrico.
L’autonomia dipende molto da: livello di assistenza, peso del rider, pressione gomme, temperatura (freddo = -20% range), stile di guida. Ma i progressi sono chiari: la stessa distanza di 3 anni fa richiede oggi meno wattora o, a parità di capacità, si va molto più lontano.

Ricarica, range extender e futuro immediato
La ricarica è diventata più intelligente: molti pack supportano fast-charge (80% in 2-3 ore con caricatori da 4-6A). Bosch e DJI permettono aggiornamenti firmware OTA per ottimizzare efficienza e longevità (oltre 1.000-1.500 cicli con >70-80% capacità residua).
I range extender restano popolari: Bosch PowerMore 250 Wh (2,2 kg, montabile a borraccia) o piccoli booster da 200-300 Wh aggiungono 25-40% di range senza stravolgere la bici.

Guardando avanti, il 2026-2027 è l’anno delle batterie semi-solid state e solid-state in arrivo (ProLogium, Donut Lab, WeLion): densità da 300-400 Wh/kg in laboratorio, con pack 800 Wh teorici sotto i 2,5-3 kg. Non sono ancora di serie su eMTB di massa, ma prototipi e prime applicazioni cinesi/europee stanno già circolando, promettendo di portare le full-power sotto i 18-19 kg totali senza sacrifici.

In sintesi, le batterie del 2026 non sono solo più capienti: sono più leggere, più compatte, più efficienti e meglio integrate. Questo permette alle eMTB di avvicinarsi sempre di più al feeling di una muscolare, pur offrendo la libertà di esplorare trail più lunghi e difficili.
Vantaggi e sfide: un bilanciamento delicato
I pro sono evidenti: maggiore accessibilità per rider meno allenati, esplorazione di trails remoti e divertimento amplificato. Molti modelli offrono ormai un “near-perfect ride” grazie a geometrie moderne e software intelligenti. Ma ci sono contro: costi elevati (da 5.000 a 10.000 euro), manutenzione complessa e il rischio di “uccidere” lo spirito puro della MTB, come lamentano in tanti.

Inoltre, la sostenibilità: batterie al litio richiedono riciclo responsabile, e l’aumento di potenza solleva questioni su limiti legali (es. 250W in UE).
Conclusione: il futuro è elettrico, ma naturale
Le eMTB del 2026 rappresentano un equilibrio ideale tra potenza e leggerezza, attirando sia puristi che innovatori. Con previsioni di ulteriori riduzioni di peso (sotto i 17 kg per full-power entro il 2027) e motori sempre più smart, questo segmento potrebbe dominare il mercato. Che si tratti di scalare vette impossibili o godersi flow trails, le eMTB stanno ridefinendo cosa significa “mountain bike”.












