Il mondo della mountain bike è in fermento come non mai. A pochi giorni dall’inizio del 2026, l’argomento che domina conversazioni, prototipi e strategie dei brand è uno solo: le ruote da 32 pollici. Dopo l’approvazione ufficiale da parte dell’UCI, che ha deciso di non imporre limiti sulle dimensioni delle ruote per le gare cross-country (XC), questo nuovo standard sta dividendo la comunità.

È l’evoluzione naturale delle 29″, un vantaggio reale per le prestazioni o solo un’operazione di marketing destinata a svanire? Approfondiamo i fatti, i vantaggi, gli svantaggi e cosa ci aspetta quest’anno.
Un po’ di storia: da 26″ a 32″, l’evoluzione non si ferma
Le mountain bike nascono con ruote da 26 pollici, perfette per manovrabilità sui sentieri tecnici. Negli anni 2010 arrivano le 29″, che rivoluzionano l’XC grazie a un miglior rotolamento su ostacoli e maggiore stabilità. Le 27.5″ rappresentavano inizialmente un compromesso per trail ed enduro ma oramai sembrano destinate solo alle bici di taglia più piccola oppure montate solo al posteriore (formato ruota misto, ne abbiamo parlato ampiamente qui) per rendere le mountain bike più reattive. Oggi, le 29″ dominano oltre l’80% delle bici da gara professionali.

Ma la ricerca di “marginal gains” – quei piccoli vantaggi che fanno la differenza in Coppa del Mondo – spinge oltre. Le 32″ amplificano i benefici delle 29″: diametro esterno maggiore (circa 64 mm in più), che significa meno resistenza su radici, rocce e terreni irregolari.
I vantaggi
I test su prototipi mostrano guadagni concreti:
- Scorrevolezza superiore: Le ruote superano gli ostacoli con minor perdita di velocità, riducendo la fatica su percorsi lunghi e veloci. Ideale per l’XC moderno, dove le medie superano i 30 km/h.
- Stabilità aumentata: Geometrie adattate con angoli sterzo più rilassati (66-67°) e reach più lunghi migliorano il controllo in discesa, rendendole interessanti anche per il trail ride.
- Momentum preservato: Una volta in velocità, mantengono l’inerzia con meno sforzo, potenzialmente più veloce del 5-10% su terreni ondulati.
- Adatte a rider alti: Perfette per chi supera i 180 cm di altezza, offrendo una posizione più naturale e meno “compressa”.

Brand specializzati come DirtySixer e Stoll stanno già producendo hardtail e full-suspension in carbonio con 32″, con consegne previste da marzo a giugno 2026. Componenti come camere d’aria TPU leggere arriveranno in primavera, e pneumatici dedicati sono in sviluppo.

I contro: non è tutto oro quello che luccica
Non tutti sono convinti. Ecco le critiche principali:
- Peso extra: Cerchi, gomme e tubeless più grandi aggiungono 200-300 grammi per set, penalizzando l’accelerazione e la reattività su trails tecnici.
- Manovrabilità ridotta: Su percorsi stretti o molto tortuosi, la bici può sentirsi meno agile, soprattutto per rider di statura media o bassa.
- Costi e compatibilità: Servono telai, forcelle e componenti nuovi. Una top di gamma XC potrebbe superare i 10-12.000 euro, in un mercato già in crisi per prezzi alti e vendite calanti.
- Non per tutti i discipline: In enduro o downhill, il peso extra e i problemi di clearance potrebbero renderle impraticabili. Nelle e-MTB, il trend va invece verso il formato ruota misto (29″/27.5″).

Molti vedono le 32″ come un “arms race” limitato all’élite XC, con rischi di alienare i rider amatoriali.
L’Impatto sulle gare e sul mercato 2026
Quest’anno potrebbe essere decisivo. Con l’UCI che ha aperto la porta, prototipi di grandi brand sono in test avanzato, e atleti di Coppa del Mondo potrebbero farle debuttare già nelle prime gare. Se vinceranno, il trend esploderà; altrimenti, potrebbe rimanere una nicchia per rider alti o bikepacking estremo.

Il settore MTB affronta sfide: vendite tradizionali in calo, ma e-bike in crescita. Le 32″ potrebbero rivitalizzare l’XC, attirando attenzione e investimenti, o accentuare la polarizzazione tra pro e amatori.
Conclusione: il futuro è grande?
Le ruote da 32 pollici incarnano lo spirito innovativo della mountain bike: spingere i limiti per prestazioni migliori. Potrebbero diventare lo standard XC entro pochi anni, come accadde con le 29″, o rivelarsi un esperimento di nicchia. Dipenderà dai risultati in gara e dalle scelte dei rider.

Per ora, il 2026 si preannuncia epico: più varietà in griglia di partenza, dibattiti accesi e bici sempre più performanti. Che siate pro o contro, una cosa è certa: la MTB non smette di evolvere.












