In un annuncio che ha scosso il mondo del ciclocross, il ciclista belga Eli Iserbyt, di soli 28 anni, ha deciso di porre fine alla sua carriera professionale e persino a quella amatoriale. La scelta arriva dopo una diagnosi medica definitiva che ha rivelato un grave problema all’arteria iliaca, una condizione che lo ha tormentato per mesi e che ha reso impossibile continuare a pedalare senza rischi per la salute.

La battaglia contro l’infortunio

Iserbyt ha affrontato un calvario medico che ha iniziato a manifestarsi all’inizio della stagione invernale, impedendogli di partecipare alle competizioni. Nonostante tre interventi chirurgici e un periodo di riposo assoluto, seguito da ulteriori esami specialistici, i medici hanno emesso un verdetto inappellabile: continuare a praticare il ciclismo, anche solo per svago, potrebbe mettere a repentaglio la sua vita. In un video emozionale pubblicato sui suoi canali social, Iserbyt ha condiviso il suo dolore: “Nelle ultime settimane, diversi medici mi hanno confermato che non è responsabile dal punto di vista medico continuare a andare in bicicletta, nemmeno in modo ricreativo“. Le sue parole trasmettono la difficoltà di una decisione improvvisa e forzata, che segna la fine di un percorso sportivo di alto livello.

Una carriera da campione

Eli Iserbyt lascia dietro di sé l’eredità di uno dei ciclisti più talentuosi e costanti del ciclocross moderno. Originario del Belgio, terra di grandi tradizioni ciclistiche, ha iniziato a farsi notare nelle categorie juniores, conquistando titoli mondiali ed europei. Nel 2020 è diventato campione europeo Elite, e nel 2024 ha aggiunto al suo palmarès il campionato nazionale belga. Ha sfiorato il titolo mondiale con due medaglie di bronzo nel 2022 e 2023, dimostrando una costanza invidiabile nelle gare invernali.

Con ben 54 vittorie all’attivo, Iserbyt ha dominato le competizioni internazionali: due Coppe del Mondo, due titoli Superprestige e quattro vittorie nella X2O Badkamers Trofee. La sua meticolosità e la sua tenacia lo hanno reso un rivale temuto e rispettato, contribuendo a elevare il livello del ciclocross belga in un’era dominata da giganti come Mathieu Van der Poel e Wout van Aert.

Le reazioni del mondo del ciclismo

L’annuncio ha scatenato un’onda di solidarietà da parte di colleghi e rivali. Mathieu Van der Poel ha espresso il suo supporto sui social, definendo Iserbyt “un vero combattente e un esempio per tutti”. Anche Wout van Aert ha inviato un messaggio di incoraggiamento, sottolineando quanto mancherà la sua presenza nelle gare. Il ritiro di Iserbyt rappresenta una perdita significativa per il ciclocross belga e per una generazione di atleti che lo vedeva come un punto di riferimento costante e competitivo.

Il futuro oltre le due ruote

Per ora, Iserbyt non ha delineato piani specifici per il suo futuro, ma il suo addio al ciclismo apre interrogativi su come un atleta così giovane possa reinventarsi. Potrebbe dedicarsi a ruoli manageriali, al coaching o ad altre passioni lontano dal sellino. Quel che è certo è che la sua storia serve da monito sui rischi fisici dello sport ad alto livello e sull’importanza di ascoltare il proprio corpo.

Il mondo del ciclismo perde un talento puro, ma guadagna una lezione di resilienza. Eli Iserbyt, grazie per le emozioni e le battaglie: il tuo capitolo sportivo si chiude, ma la tua eredità rimane indelebile.