Nel mondo frenetico e sempre più esigente del mountain bike cross-country, dove i calendari UCI sembrano non lasciare un giorno libero e le pressioni mediatiche e sponsoristiche sono costanti, arriva una notizia che suona quasi rivoluzionaria: Samara Maxwell, la 24enne neozelandese che ha dominato la stagione 2025 conquistando la classifica generale della Mountain Bike World Cup XCO, ha deciso di prendersi un intero anno sabbatico nel 2026. Niente gare internazionali, niente Coppa del Mondo, niente Europei o Mondiali. Solo riposo, famiglia e ricarica.

L’annuncio, diffuso oggi tramite un comunicato congiunto con il suo team Decathlon Ford Racing, arriva dopo una stagione da sogno per la giovane rider di Christchurch: vittoria assoluta nella serie World Cup, podi costanti, e un’ascesa che l’ha proiettata tra le grandi del cross-country femminile, dopo il titolo mondiale U23 del 2023 e l’ottavo posto olimpico a Parigi 2024.

Questo è il momento giusto per fermarsi, respirare e tornare alle mie origini. Voglio passare tempo con la mia famiglia, ricaricare le energie e prepararmi per le sfide che verranno”, aveva dichiarato Samara nel suo messaggio personale. Una scelta coraggiosa in un’epoca in cui fermarsi sembra quasi un lusso proibito. Maxwell ha trascorso gli ultimi anni lontana da casa per mesi interi, tra trasferte in Europa, Sud America e Asia, con allenamenti massacranti, fusi orari impossibili e l’obbligo di mantenere un’immagine pubblica sempre perfetta sui social. Il burnout, tema sempre più discusso anche nel ciclismo professionistico, è diventato una realtà tangibile.

Il team e lo staff tecnico, inclusi Cycling New Zealand e High Performance Sport NZ, hanno appoggiato all’unanimità la decisione. “Questa pausa è essenziale per proteggere il suo benessere e prolungare la sua carriera”, si legge nel comunicato ufficiale. Decathlon Ford Racing e il management A&J Allsports hanno ringraziato media, tifosi e sponsor per la comprensione, sottolineando che l’obiettivo a lungo termine non cambia: Samara tornerà più forte che mai per puntare alla medaglia olimpica a Los Angeles 2028, dove la Nuova Zelanda spera di vedere la sua stella brillare al massimo.

Nel 2026 non vedremo dunque la divisa del team Rockrider-Ford (marchio Decathlon) sui campi gara UCI. Samara ha scelto di staccare la spina completamente: niente wild card, niente eventi nazionali agonistici di alto livello, niente pressioni agonistiche. Probabilmente la ritroveremo su sentieri remoti della South Island, in mountain bike da trail o gravel, o semplicemente a vivere una vita “normale” per la prima volta dopo tanti anni.

Questa pausa non è una ritirata, ma un investimento. In un’epoca in cui sempre più atleti (da Mathieu van der Poel nel ciclocross a Tadej Pogačar che ha parlato di limiti mentali) iniziano a parlare apertamente di sostenibilità della carriera, la scelta di Maxwell potrebbe diventare un modello per le nuove generazioni.

Per i tifosi italiani, che hanno imparato a conoscerla e apprezzarla nelle tappe di Coppa del Mondo, sarà un’assenza che si sentirà. Ma quando tornerà nel 2027, con la mente libera e il corpo rigenerato, chissà che non ci regali uno spettacolo ancora più bello.