Presentato oggi il disegno di legge “salvaciclisti”




Comunicato stampa
Presentata questa mattina una modifica del codice, proposta dal senatore Michelino Davico e sottoscritta da oltre 60 senatori, che stabilisca in 1,5 metri la distanza di sicurezza in fase di sorpasso di un ciclista.

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 E’ stato presentato questa mattina nel corso della conferenza stampa tenutasi a Palazzo Montecitorio a Roma il disegno di legge “salvaciclisti” con cui il Senatore Michelino Davico, con la sottoscrizione di altri 63 senatori, propone la modifica all’Art. 148 del Codice della Strada fissando ad 1,5 metri la distanza laterale in caso di sorpasso di un ciclista.

“I numeri degli incidenti che coinvolgono i ciclisti sono agghiaccianti. Nel 2015 sono morti 252 ciclisti e oltre 16.000 sono stati i feriti. Questa proposta di legge è un punto di partenza per una tutela più compiuta di quanti utilizzano la bicicletta: non si tratta solo di una legge a tutela dei ciclisti agonisti ma, anche e soprattutto, in favore degli utenti che usano questo mezzo per i propri spostamenti quotidiani e che sono i più vulnerabili” ha esordito il sen. Michelino Davico. “In queste settimane abbiamo raccolto alcune sottoscrizioni tra i Senatori e oggi, con questo atto di presentazione, diamo il via ufficiale all’iter parlamentare per l’approvazione di questo disegno di legge. Si tratta di una proposta molto semplice che intende trovare l’appoggio di tutte le forze politiche per offrire, prima del termine della legislatura, un rimedio immediatamente applicabile ed efficace per la sicurezza di tutte le biciclette”.
La proposta di legge che permetterebbe all’Italia di adeguarsi a quanto già previsto dal rispettivo Codice della Strada in altri Paesi Europei come Francia e Spagna è stata salutata positivamente anche dalla Federazione Ciclistica Italiana (FCI), rappresentata dal presidente Renato Di Rocco e dalla Federazione Italiana Amici della Bicicletta (FIAB), per cui è intervenuto il consigliere nazionale, Marco Benedetti.
“Questo è un atto che farebbe recuperare al nostro paese lo svantaggio rispetto ad altri Paesi più sviluppati dal punto di vista ciclistico” ha detto il Presidente Di Rocco nel suo intervento. “Devo ringraziare il senatore Davico per questa iniziativa, che è anche un atto di coraggio, viste ancora le tante resistenze culturali nel considerare i ciclisti utenti della strada al pari degli altri. Si tratta di una norma semplice che ha il pregio di non costare nulla. La Federazione da anni ha fatto della sicurezza una delle proprie priorità. Siamo a favore di questa DDL perché sappiamo che, come hanno detto anche i tanti campioni presenti qui oggi, la sicurezza per chi usa la bici è soprattutto una questione di quotidianità: durante gli allenamenti, negli spostamenti, nell’uso comune. Propongo anche di inserire questa disposizione e il cartello ad essa collegato anche nei quiz per la patente, in modo da sensibilizzare anche i più giovani.”
“Come FIAB, quando si parla di questi temi siamo sempre presenti in prima fila. Concordo con il senatore Davico della necessità di promuovere questo Disegno di Legge semplice ma efficace per offrire una tutela maggiore ai ciclisti”
ha aggiunto Marco Benedetti.
In prima fila, a sostenere la proposta di legge di modifica all’art. 148 CdS, anche diversi campioni del mondo ed ex professionisti del mondo delle due ruote come Gianni Bugno, Alessandro Ballan, Luca Paolini, Domenico De Lillo, Alessandra Cappellotto ed Edita Pucinskaite, a cui si aggiunge la presa di posizione del professionista sardo Fabio Aru, che hanno fatto sentire la loro voce come agonisti e, allo stesso tempo, come utenti della strada e genitori preoccupati per la sicurezza dei propri figli quando si trovano in sella alle due ruote.
Una “norma di cività e buon senso per salvare vite umane” come è stata definita dal senatore Michelino Davico, che mira ad evitare tragedie come quella accaduta a Lamezia Terme nel dicembre 2010 e quella che nell’agosto dello stesso anno ha strappato prematuramente la vita del 13enne Tommaso Cavorso. Due dei tanti tragici episodi che purtroppo hanno interessato il mondo delle due ruote e il cui ricordo è stato reso in tutta la sua drammaticità nel corso della conferenza stampa dal superstite Gennaro Perri e dalla famiglia Cavorso.
“In questi anni, nel nostro Paese, stiamo registrando un importante sviluppo del ciclismo che, però, purtruppo, è accompagnato anche da un aumento del traffico e, di conseguenza, del numero degli incidenti mortali che coinvolgono i ciclisti” ha spiegato il prefetto Roberto Sgalla, direttore delle specialità della Polizia di Stato.“Oggi gli incidenti che coinvolgono le biciclette avvengono soprattutto per tre motivi: uno legato alle carenze della strada intesa come infrastruttura, un secondo dovuto all’intolleranza che registriamo in genere da parte degli automobilisti nei confronti degli utenti deboli della strada come ciclisti e pedoni. Infine, vi è il problema legato al fatto che il legislatore non si è ancora fatto carico di tutelare il mondo della bicicletta. Troppo spesso la legge arriva dopo i fatti: credo che oggi, prendendo atto dell’importanza sempre maggiore del movimento ciclistico in Italia, qualcosa si stia muovendo. Oggi più che mai è necessario far crescere nel Paese la sensibilità, l’attenzione e le condizioni per promuovere la cultura di rispetto nei confronti dei ciclisti: e questo disegno di legge segna un primo importante passo in questa direzione”.
Una proposta di legge che ha già destato molto interesse, quella avanzata dal senatore Davico, seguita a ruota da tante iniziative di sensibilizzazione: “Sabato si correrà la Milano-Sanremo, poi sarà tempo di Giro d’Italia: sarebbe bello che la centesima edizione della corsa rosa diventasse anche l’occasione per promuovere questo importante messaggio di rispetto e di civiltà su tutto il territorio nazionale” ha proposto il segretario del Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre, Marcello Tolu.
Il prossimo passo per la legge salvaciclisti, ora, sarà quello di far convergere l’impegno di tutte le parti sulla più rapida calendarizzazione della proposta in Commissione Trasporti e Lavori Pubblici del Senato, perchè “Se con questa norma dovessimo riuscire a salvare anche una sola di quelle 252 vite, il nostro impegno sarebbe stato premiato” ha concluso il senatore Davico.

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