La scelta della sella



Solitamente la si acquista dopo un percorso più o meno lungo e, a volte, più o meno doloroso. Ma, soprattutto, dopo averla acquistata la si tiene per lungo tempo, questo è un motivo in più per sceglierla con accuratezza, in fondo è uno dei pochi punti di contatto che abbiamo con la bici. Analizziamo, quindi, questo componente così importante.

 

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In fase di pedalata si tende con naturalezza a scivolare sulla sella per trovare il punto di appoggio ideale, in sostanza quel punto che non è possibile misurare a priori e che si definisce solo al momento dell’appoggio. Esso è relativo alle misure del bacino di chi pedala, nello specifico si riferisce alla larghezza delle ossa ischiatiche, ovvero le due ossa “appuntite” che si sentono quando ci si siede. Questa misura chiaramente è diversa per ogni persona, ecco il motivo per cui ciascun individuo ha la propria larghezza ideale della sella.
Se la sella risulta essere troppo stretta si tende a scivolare all’indietro, se invece è troppo larga ci si sposta in avanti.
In alcuni modelli di selle il problema è stato affrontato adottando uno scafo che si adatta alla corporatura del ciclista. La parte posteriore della sella presenta degli inserti in materiale morbido che conferiscono flessibilità. In tal modo il bacino si può spostare avanti o indietro alla ricerca della larghezza ideale ed il peso viene scaricato sulla sella in modo uniforme.
Verso un’altra direzione, invece, si sono mosse altre aziende, che hanno realizzato un modello di sella che nella zona posteriore è costituita da due parti staccate che sono libere di spostarsi seguendo la gamba nella fase di pedalata. In questo modo la sella si apre e si chiude assecondando il movimento di chi pedala.

 

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La tecnologia costruttiva delle selle negli ultimi anni ha compiuto passi da gigante, i materiali si sono evoluti nella ricerca della leggerezza ma anche della miglior risposta dal punto di vista fisiologico e biomeccanico.

 

Materiali costruttivi

Per quanto concerne i materiali, recentemente si sta assistendo ad un notevole utilizzo del carbonio, sia per la realizzazione del telaio (quella parte della sella che mette a contatto il resto della struttura con il reggisella), che dello scafo (la struttura che dà forma e caratteristiche alla sella). Il carbonio ha il vantaggio, oltre che essere leggero, di assorbire le vibrazioni trasmesse dal mezzo. Inoltre è in grado di mantenere la propria forma e le caratteristiche meccaniche più a lungo rispetto alla plastica, che invece tende a deformarsi nel tempo. In alcuni casi si tende ad utilizzare materiali plastici rinforzati con carbonio, in tal modo si può avere un prezzo più contenuto pur continuando a sfruttare gran parte delle caratteristiche dei materiali compositi. C’è da dire, infine, che per la realizzazione del telaio trovano maggior diffusione il titanio ed altre leghe leggere.

 

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Le forme

Negli ultimi anni si è assistito alla nascita delle cosiddette “selle con il buco”. Si tratta di modelli di selle il cui scafo presenta un foro al centro, in alcuni casi arrivando anche a dividere in due la parte posteriore della sella. Il motivo di questa progettazione sta nel fatto che la mancanza di quella porzione di sella consente un notevole alleggerimento della pressione sulla zona perineale del corpo. In tal modo questa riduzione di pressione eviterebbe la diminuzione del regolare flusso del sangue, scongiurando, così, quelle patologie a carattere uro-genitale.

Altri orientamenti tendono, invece, a risolvere questa problematica utilizzando uno specifico materiale in gel che viene opportunamente sistemato  in zone strategiche sullo scafo, con l’obiettivo di distribuire più uniformemente il peso del corpo sulla sella.

 

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Le selle generalmente possono avere un profilo curvato o piatto. Il profilo curvato generalmente viene preferito da quei biker che mentre pedalano tendono a restare seduti in posizione, evitando di spostarsi in avanti o all’indietro allo scopo di assorbire il fondo sconnesso, come invece sono soliti fare coloro che preferiscono, invece, le selle a profilo piatto. Con un profilo piatto, infatti, si ha maggiore possibilità di spostarsi in punta di sella in una fase di rilancio o in una salita ripida, tuttavia le selle a profilo piatto hanno anche uno scafo più lungo, proprio per consentire questa possibilità di spostamento, ma il rovescio della medaglia è che essendo più lunga, la sella non facilita l’arretramento in fase di discesa. Tendenzialmente la sella a profilo curvato si associa  meglio ad una full, dove la sospensione posteriore lavora per assorbire il fondo sconnesso, e non sono tanto richiesti movimenti da parte del biker per assorbire le asperità.

 

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L’imbottitura

Partendo dal presupposto che molti modelli di selle attualmente in commercio dimostrano di essere molto comodi pur essendo poco imbottiti, la scelta del tipo di imbottitura della sella dipende soprattutto dal livello di allenamento del biker e dall’uso che si fa della sella stessa. Se si è ben allenati ci si può orientare anche verso una sella con un’imbottitura minima, visto che si è abituati a pedalare spesso e su lunghe distanze. Se invece si esce saltuariamente allora è preferibile scegliere una sella più imbottita. In quest’ultimo caso, infatti, leggerezza sarebbe sinonimo di scomodità e, quindi, stare in sella diventerebbe un sacrificio vero e proprio.

 

Il rivestimento

Il rivestimento è rappresentato dallo strato esterno, sul quale vengono create le finiture grafiche. E’ realizzato in pelle o in materiale sintetico. E’ importante che sia abbastanza traspirabile, in modo da evitare che si accumuli eccessivamente il calore. Inoltre deve essere anche in grado di non far scivolare il ciclista a seguito delle forze sviluppate dalla pedalata, per questo motivo vengono spesso eseguiti degli appositi ricami sulla superficie con una funzione di anti scivolamento.
Allo stesso tempo, però, il rivestimento della sella non deve essere troppo ruvido per evitare che si rovinino rapidamente i pantaloncini.

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Generalmente una volta scelta, la sella resta per lungo tempo tra i componenti che meno si tende a sostituire. Questo perchè una volta trovata quella giusta non c’è motivo per cui la si cambi. La sella, come abbiamo già introdotto, rappresenta uno dei punti di contatto con il mezzo, pertanto maggiore sarà il comfort che essa offre e migliore sarà l’interazione che si avrà con la bici. Di conseguenza si avrà un maggior rendimento della pedalata, si riuscirà ad essere, inoltre, più concentrati e più a lungo in sella.

 
 

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2 comments

  1. Mario

    Ciao,

    Ho visto nelle tue foto la WTB, presumo che la utilizzi, quel modello lì avevo intenzione di metterlo sulla mia nuova full trail da 27,5, come la consideri come comodità anche sulle lunghe distanze?

    Grazie

  2. .
    Author

    Se ti riferisci alla WTB Volt in foto, la stiamo ancora testando. Sapremo darti notizie esaurienti non appena avremo terminato la fase di test.

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