Intervista a: Gaia Ravaioli




Se dovessimo pensare ad una biker in grado di cavarsela in tutte le discipline della mountain bike non potremo che pensare a Gaia Ravaioli. La genovese quest’anno ha infatti stupito tutti, raccogliendo ottimi risultati dal cross country all’enduro, andando a conquistare come ciliegina sulla torta il Campionato del Mondo 24H Wembo.

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Età: 28.

Vive a: Genova.

Musica preferita: ascolto un po’ di tutto.

Hobby: la MTB è sicuramente il mio hobby principale, ma mi piace anche leggere, o meglio ascoltare audio libri, per ottimizzare i tempi.

Percorso preferito: Roller Coaster a Finale Ligure (SV).

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MTB-VCO: Ciao Gaia, i nostri lettori sono curiosi di sapere quando e perché hai cominciato ad andare in mountain bike.

Gaia Ravaioli: Ho cominciato ad andare in bici nel 2012, per puro divertimento, con una bici di ferro, zaino pieno di camere d’aria rattoppate ed un abbigliamento decisamente improvvisato. Quanta fatica, quante cadute, ma solo ricordi bellissimi.

MBV: Qual è stata la tua prima gara e com’è andata?

GR: La prima gara a cui partecipai fu nel 2012, una “mini gran fondo” organizzata vicino casa mia. Corsi con una bici all mountain da 16 kg, pedali flat e casco comprato alla Lidl. La gara mi sembrò infinita, ricordo ancora la fatica di quel giorno, ma tagliare per prima il traguardo fu una grande gioia.

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MBV: Quest’anno ti abbiamo vista impegnata in diverse discipline della mountain bike, raccogliendo soddisfazioni in tutte. Partiamo dal quinto posto ai Campionati Italiani di Enduro a Tavernerio.

GR: Il Campionato Italiano Enduro era tra gli obiettivi del 2017, purtroppo, però l’infortunio al polso destro, proprio ad inizio stagione,  ed il relativo intervento, hanno cambiato un po’ le carte in tavola. Arrivai alla gara conscia di aver raggiunto un buon stato di forma, ma con un feeling di guida ben distante da quello duramente conquistato prima dell’incidente. Il risultato ottenuto in gara mi ha comunque  soddisfatto, premiando il lavoro di recupero svolto.

MBV: Poi  a giugno è arrivata la 24 Ore di Finale Ligure, che ti ha incoronata Campionessa del Mondo dopo aver sfiorato il successo all’Europeo nel 2015. Ci descrivi le emozioni che hai provato?

GR: Difficile descrivere l’emozione di quel momento; è stata talmente grande da dover impiegare qualche settimana per “digerirla”. Ad oggi posso dire di aver tracciato, finalmente, una X su un desiderio espresso qualche anno fa. Sapevo di presentarmi con le carte in regola per fare bene: un team di supporto eccezionale, materiale tecnico dedicato e la giusta condizione fisica, ma mai mi sarei aspettata una vittoria. La poca esperienza in campo endurance e l’età non mi vedevano di certo tra le favorite, ma quel giorno avevo la giusta ispirazione per continuare a stringere i denti.

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MBV: A luglio invece hai fatto una puntatina ai Campionati Italiani Marathon di Malè, dove hai sfiorato il podio, arrivando dietro le migliori specialiste della disciplina.

GR: E’ stata una gara “regolare”, non partita benissimo, ho patito un po’ la lunga salita a metà gara, ma sono arrivata nell’ultima parte con tutte le energie necessarie per recuperare ciò che avevo perso. Sicuramente c’e’ molto su cui lavorare, ma sono serena, perché si è rivelata una cartina al tornasole di pregi e limiti, che mi hanno permesso e permetteranno di crescere ulteriormente!

MBV: E come se non bastasse, la settimana successiva hai partecipato anche ai Campionati Italiani XCO a Genova, dove hai conquistato la medaglia di bronzo davanti ad una certa Eva Lechner.

GR: Onestamente è stato il risultato più inaspettato della stagione anche perché la mia preparazione era volta  perlopiù  a granfondo/marathon. Qui ha giocato un ruolo fondamentale la bravura del mio allenatore, Corrado Ivaldi del Celeracing Centre, che è stato in grado di calibrare bene i picchi di forma e tenere sempre attive tutte le abilità necessarie alle varie discipline. Correre in casa ha inciso positivamente, anche se ammetto di aver avvertito un po’ la  pressione: ci tenevo a fare bene, ad onorare il mio team e tutte le persone che sono venute a farmi il tifo.

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MBV: Normalmente quanto tempo dedichi all’allenamento?

GR: Le ore che dedico all’allenamento variano in base al periodo dell’anno, da circa 12 ore settimanali a 21.

MBV: Ma se dovessi scegliere tra enduro, cross country, granfondo ed endurance, cosa sceglieresti?

GR: Tra tutte le discipline quella che più ho apprezzato è stata il cross country, permette di esprimere molte abilità.

FINALE LIGURE

MBV: Ci descrivi le bici che hai utilizzato in questa stagione? Saranno le stesse anche per il prossimo anno?

GR: In ambito XC/XCM  ho utilizzato una hardtail, la Focus Max Raven con forcella RockShox SID WC, guarnitura Sram XX1 Eagle, ruote DT SWISS XR1501, coperture tubeless Maxxis Ikon e Ardent ottimizzate con il nuovissimo sistema ABS ROC che mi ha permesso di migliorare le performance sia in salita che discesa!

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In campo Enduro ho utilizzato la Focus SAM C TEAM con forcella RockShox Lyrik e ammortizzatore RockShox Monarch Plus RC3, guarnitura Sram X01 Eagle, ruote DT SWISS EX1501, coperture Maxxis con all’interno sempre il nuovissimo sistema ABS ROC.

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MBV: Quali obiettivi ti poni per il prossimo anno?

GR: Il prossimo anno ho deciso di concentrarmi maggiormente sul cross country, iniziando la stagione con gli Internazionali d’Italia.

MBV: Grazie dell’intervista Gaia ed in bocca al lupo per la prossima stagione agonistica!

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