Intervista a: Beatrice Migliorini




A vederla sembra una normalissima ragazza diciassettenne con tutti i progetti che può avere una della sua età. Ma quando indossa il casco integrale e la maschera e sale in sella alla sua mtb, il suo unico obiettivo è quello di arrivare prima. E prima c’è arrivata davvero spesso Beatrice Migliorini, figlia d’arte che fin’ora ha dimostrato già molto e secondo noi è destinata a fare ancora tanto.

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Età: 17.

Vive a: Torino.

Musica preferita: rock.

Hobby: leggere, uscire con gli amici, ballare, cucinare.

Percorso preferito: Black Snake.

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MTB-VCOCiao Beatrice, ci racconti quando e perché hai iniziato ad andare in mountain bike?

Beatrice Migliorini: Sono cresciuta sui campi da gara di downhill ed enduro, perché mio padre è stato un grande campione. Quasi tutti i weekend la mia famiglia ed io eravamo in giro per l’Italia e all’estero. Per di più, poiché lui ha sempre lavorato nel settore, la bicicletta è stata molto presente nella mia vita. Poco più di due anni fa, quasi per gioco, ho cominciato a fare qualche gara di enduro. Poi un giorno ho accompagnato mio padre a San Romolo, e mentre lui faceva testare alcune forcelle, io giravo. Mi ha vista Roberto Vernassa, il CT della Nazionale, e mi ha consigliato di provare a fare downhill. Ed ora eccomi qua.

MBVQual è stata la prima gara e com’è andata?

BM: La mia prima gara è stata una tappa di regionale di enduro ad Avigliana, quando avevo 15 anni. Di quel giorno mi ricordo tutto: la pasta a colazione, il meteo, i tracciati di gara, le persone con cui avevo parlato, le sensazioni provate. Era andata bene ma eravamo solo in due nella categoria allieve femminile.

MBVIl 2016 si può definire tutto sommato un buon anno per te. A partire dai Campionati Italiani di Abetone: quarta nella Open e prima tra le Juniores. Ti ricordi quella gara?

BM: Sì! La ricordo molto bene. Tre settimane prima, durante un allenamento a Schladming, ero caduta e avevo riportato una commozione cerebrale e una frattura del polso. Ho dovuto saltare alcune gare iXS e di Coppa e gran parte degli allenamenti. Gareggiare dopo settimane di stop non è stato facile. In prova non ero molto lucida, facevo un sacco di errori e avevo male al polso quando prendevo delle botte forti. Però in qualifica e in gara tutto è cambiato. Sono arrivata concentrata, lucida e molto determinata al cancelletto di partenza. Alla fine ho portato la Tricolore a casa.

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MBVAnche in campo internazionale sono arrivate ottime soddisfazioni, con il secondo posto finale alla iXS European Downhill Cup.

BM: Sì, beh devo dire che il 2016 è stato un anno ricco di soddisfazioni, calcolando la mia totale inesperienza. È stato il mio primo vero anno dedicato solo al downhill, nel precedente mi ero concentrata soprattutto sull’enduro. Sono soddisfatta del mio secondo posto all’Europeo nonostante le varie gare saltate a causa della brutta caduta. La cosa bella delle gare iXS, come in quelle di Coppa del Mondo, è che anche noi Junior possiamo confrontarci con molte altre ragazze della nostra età.

MBVAi Mondiali in Val di Sole purtroppo hai sfiorato il podio dopo aver ottenuto prestazioni brillanti in prova. Raccontaci com’è andata.

BM: Ooh Val di Sole! La gara più bella ma allo stesso tempo più dura che abbia mai fatto. Purtroppo non è andata come speravo. Oddio, non che il quarto posto al mondiale sia da buttare via, ma avevo il secondo miglior piazzamento in qualifica, quindi speravo di poter far bene. In finale sono caduta due volte, e questo ha compromesso tutto. Comunque complimenti alle ragazze del podio, sicuramente non era una pista per tutti!

MBVPerché una donna sceglie il downhill?

BM: È una domanda che molte persone mi fanno quando gli parlo del mio sport. Spesso ho sentito dire che il downhill non è alla portata delle ragazze, ma trovo che non sia vero. Ho conosciuto ragazze (italiane e non) con coraggio da vendere. È sicuramente uno sport pericoloso, deve piacerti il brivido del rischio, l’adrenalina e la velocità. Molti partono con il presupposto che non sia divertente e che sia da pazzi, io ho sempre pensato che prima di giudicare si debba toccare con mano. Una cosa che mi ha colpito molto è l’ambiente delle gare, soprattutto quelle internazionali.

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MBVNormalmente quanto tempo dedichi all’allenamento?

BM: Quello degli allenamenti è un tasto dolente. Andando ancora al liceo è molto difficile farli combaciare perfettamente gli impegni scolastici. Mi capita spesso di dover rinunciare ad allenarmi in periodo di verifiche, oppure fare le nottate sui libri a studiare. Ma per fortuna ci sono il mio allenatore Federico Frulloni e mio padre che cercano di venirmi incontro ed aiutarmi per quanto possono. Inoltre, non essendo auto munita, dipendo costantemente da qualcuno che abbia la macchina, visto che le montagne più vicine a Torino sono a minimo un’ora di distanza.

MBVCi descrivi la bici che utilizzi in questa stagione?

BM: Questa stagione userò una Mondraker Summum Carbon, una bici molto leggera e maneggevole. È completamente montata Shimano Saint, FOX e DT Swiss. Mi è appena arrivata, e non vedo l’ora di provarla!

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MBVQuali sono i tuoi obiettivi per questa stagione?

BM: Sono entrata nel team MS Mondraker, e sono davvero felicissima. A metà maggio mi trasferirò per un po’ di mesi in Austria nella sede del team, per potermi allenare con gli altri miei compagni e facilitare le trasferte per le varie gare sparse per l’Europa. Il mio obiettivo è quello di seguire al meglio il circuito europeo iXS European DH Cup, le gare di Coppa del Mondo e il circuito italiano Gravitalia. Sarà una stagione bella piena, mi impegnerò molto e spero tanto di fare bene divertendomi.

MBVGrazie dell’intervista Beatrice ed in bocca al lupo per questo 2017!

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