Cosa portarsi dietro per un’uscita in sella

Lo zaino idrico ha reso molto più pratico il trasporto di attrezzi, capi di abbigliamento e alimenti, oltre ai liquidi per la reidratazione, ma spesso può accadere di utilizzarlo senza un valido motivo, oppure di sovraccaricarlo o dimenticare di metterci dentro cose che poi possono rivelarsi necessarie una volta sul percorso e magari lontano diversi km da casa o dall’auto. Per questo motivo è opportuno rendersi conto quando lo zaino è veramente necessario e, in questi casi, farne buon uso, riempiendolo di strumenti che, in rapporto al tipo di uscita, potranno poi essere realmente utili.

Le uscite brevi

Per le uscite più brevi, riferendoci a una veloce sgambata di durata non superiore alle 2 ore, non è necessario caricare la schiena con uno zaino, dal momento che per reidratarsi si potrà sfruttare la borraccia, magari anche due se proprio necessario e se il telaio prevede due portaborraccia. Vista la breve durata della pedalata e, quindi, la vicinanza a casa, sarà basso il rischio di incappare in problemi seri, che se pure dovessero accadere costringerebbero ad una passeggiata accettabile per il ritorno a piedi. Per questo motivo gli oggetti veramente necessari in questi casi saranno i seguenti:

  • camera d’aria
  • cartuccia di CO2 o minipompa
  • un paio di leve cacciagomme
  • multitool (anche senza smagliacatena)
  • un po’ di soldi
  • telefono cellulare

Quasi tutti questi oggetti potranno essere trasportati nel classico borsello sottosella, ad eccezione del telefono cellulare e dell’eventuale minipompa, che potranno essere contenuti nelle tasche posteriori della maglietta, se presenti, altrimenti il cellulare in una tasca degli shorts e la minipompa agganciata ad una tubazione del telaio anche mediante del semplice nastro adesivo.

Nel caso non si riesca proprio a sopportare la presenza del borsello sottosella oppure si utilizzi un reggisella telescopico ci si potrà ingegnare anche grazie ad eventuali accessori in commercio. Per quanto concerne il multitool esistono, infatti, soluzioni che prevedono l’integrazione dello stesso all’interno del cannotto forcella o nella cavità della guarnitura (quest’ultimo lo stiamo già testando da tempo). Per il trasporto della camera d’aria vale lo stesso discorso, vedasi ad esempio il Bikase SuperBand (da noi testato qui), con il quale è possibile trasportare la camera d’aria, ma anche uno smartphone, una giacca, una minipompa o cose del genere, agganciandole saldamente a una tubazione del telaio.

In mancanza si potrà sempre legare la camera d’aria arrotolata con del nastro adesivo al telaio, come fanno tanti pro rider. Per il trasporto dello smartphone, anche se di notevoli dimensioni, si potrebbe, inoltre, optare di una delle tante custodie in commercio dedicate al montaggio a manubrio (noi abbiamo testato questa di BioLogic) e viste le tante app gratuite sarà possibile così sfruttare lo smartphone anche come ciclocomputer e gps.

Le uscite di media durata

Ci riferiamo in questo caso alle classiche uscite tra le 2 e le 4 ore di durata, nelle quali ci si troverà abbastanza distanti da casa o dall’auto per cui, in presenza di guasti meccanici non risolvibili, il rientro a piedi potrebbe essere più lungo e difficoltoso, se non addirittura al buio se si è usciti di pomeriggio e nel periodo dell’anno in cui le giornate sono più corte.

Per questo tipo di uscite è senza dubbio opportuno dotarsi di uno zaino idrico di medie dimensioni. In questo modo oltre a garantirsi una riserva idrica più adeguata alla durata dell’uscita, si avrà la possibilità di trasportare in maniera più comoda gli oggetti che potrebbero essere in grado di risolvere un maggior numero di problemi, come i seguenti:

  • camera d’aria
  • minipompa o cartucce di CO2
  • un paio di leve cacciagomme
  • pezze autoincollanti o classiche con mastice
  • multitool completo di smagliacatena e, ovviamente, con una falsamaglia
  • qualche fascetta stringicavo
  • un po’ di soldi
  • telefono cellulare
  • giacca antipioggia
  • barretta energetica
  • luce posteriore
  • un piccolo kit di primo soccorso

Le uscite più lunghe

Alle uscite di lunga durata, ovvero quelle che solitamente impegnano l’intera giornata, abbiamo dedicato lo scorso anno uno specifico approfondimento, al quale vi rimandiamo per tutti i dettagli in esso contenuti. Qui ci limitiamo ad elencare tutto quello che secondo noi non dovrebbe mai mancare in questi casi, da trasportare quindi in uno zaino idrico di dimensioni generose:

  • camera d’aria
  • minipompa o cartucce di CO2
  • un paio di leve cacciagomme
  • pezze autoincollanti o classiche con mastice
  • multitool completo di smagliacatena e, ovviamente, con una falsamaglia
  • qualche fascetta stringicavo
  • pinze con tronchese
  • cavo del cambio
  • forcellino del cambio
  • viti di vario tipo
  • pompa per sospensioni
  • un paio di pastiglie dei freni (se non si è fatto in tempo a controllarle e se sono quasi completamente consumate)
  • soldi
  • telefono cellulare
  • giacca antipioggia
  • diversi integratori
  • luce anteriore e posteriore
  • un kit di primo soccorso
  • coperta di emergenza

senza-nome-mar-set-13-2016

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