Consigli pratici di guida



Durante le nostre uscite ci può capitare di trovarci di fronte a situazioni che possono renderci la vita difficile. Ci facciamo prendere dal panico, dimenticandoci che siamo lì per divertirci, e finiamo con l’affrontare il problema senza tanta lucidità, a volte anche a causa della stanchezza accumulata durante il giro.

In questo articolo raccogliamo una serie di consigli che all’atto pratico potrebbero dare una svolta alla nostra escursione in sella.

 

In salita

Quando ci avviciniamo ad un sentiero molto ripido non ci scoraggiamo, qualche metro prima dell’inizio converrà scalare al pignone più grande e lasciare la corona grande, se ne abbiamo due, o centrale se ne abbiamo tre (nel caso avessimo una sola corona allora scaliamo non al pignone più grande ma lasciamone qualcuno per il punto successivo), quindi iniziamo ad affrontare la salita con scioltezza e quando sentiamo che la resistenza alla pedalata sta arrivando al culmine passiamo alla corona più piccola (o pignone più grande se mono corona). In tal modo eviteremo cambiate rumorose e dannose per la trasmissione.

Se la salita è veramente ostica converrà avanzare anche in punta di sella e comunque piegare le braccia affinchè la schiena sia più possibile parallela all’inclinazione del terreno. Ricordiamoci, però, di non avanzare eccessivamente altrimenti la ruota posteriore perderebbe aderenza e comincerebbe a slittare, costringendoci a fermarci. Occorre, in sostanza, distribuire bene il peso tra le due ruote allo scopo di assicurare direzionalità alla ruota anteriore ma anche la giusta trazione a quella posteriore.

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A volte può accadere in salita di essere costretti a fermarsi. Possono essere tanti i motivi: riprendere fiato, perdere aderenza e finire con il piede a terra oppure aspettare il compagno di uscita. Una volta fermi potrebbe essere un vero problema ripartire, soprattutto se la salita è davvero ripida o dal fondo molto sconnesso. L’ideale sarebbe quello di fermarsi in corrispondenza di un appoggio, come un albero ad esempio, che poi potremo sfruttare per darci una spinta. Oppure, se il sentiero è abbastanza largo, potremmo cercare di partire ponendoci leggermente di traverso rispetto alla direzione di marcia, in tal modo la partenza avverrà su un tratto meno ripido, seppur breve, avanzeremo in punta di sella e cercheremo di fare almeno due o tre pedalate pulite, tali da garantirci una buona ripresa.

 

La frenata

Quando si frena, bloccare la ruota posteriore, tranne casi eccezionali, è sinonimo di guida non pulita, senza contare i danni che si procurano al fondo del sentiero. La velocità va ridotta con il freno anteriore, è sull’anteriore, infatti, che viene scaricato il nostro peso in frenata e la forza frenante occorre soprattutto all’anteriore, per questo motivo tendenzialmente i dischi sono più grandi all’anteriore che al posteriore. Il freno posteriore serve a garantire l’allineamento della bici. La manovra più corretta sarebbe quella di frenare prima dell’ingresso in curva e poi percorrere la curva a leve rilasciate per non togliere aderenza alle ruote che, invece, devono mordere bene il terreno per tenere in traiettoria la bici.

 

In discesa

Spesso in discesa si commette l’errore di arretrare eccessivamente, fino ad arrivare dietro la sella. Questa posizione può andar bene in quei tratti con una pendenza estrema, ma in tutti gli altri casi provocherebbe un inutile alleggerimento dell’avantreno: la ruota anteriore non avrebbe più la possibilità di tenere la giusta traiettoria in quanto perderebbe aderenza e finirebbe con lo scivolare se siamo in una curva. Dobbiamo, invece, trovarci sempre con il giusto bilanciamento tra le ruote, alzarsi dalla sella con braccia  e gambe piegate e abbastanza morbide in maniera tale da garantire un’ulteriore “ammortizzazione naturale” con il corpo.

 

I tratti rocciosi

I tratti ricchi di rocce sono tra i più tecnici che potremmo incontrare. Occorrerà affrontarli con slancio, entrando senza rallentare troppo, adottare un rapporto agile, non usare i freni a meno che non servano davvero e guardare il più avanti possibile. Avanzando lo sguardo, infatti, ci aiuterà a scorgere in anticipo eventuali ostacoli più difficili. Restiamo morbidi mentre ci teniamo saldamente al manubrio e sfruttiamo il lavoro delle sospensioni. Ci ritroveremo a navigare tra le rocce, ma senza rilassarci, ponendo sempre l’attenzione ad anticipare eventuali rocce più ostiche.

 

I tratti sabbiosi

Non capitano spesso eppure quella volta che dobbiamo affrontarne uno può capitare di bloccarsi seppur spremendo tutte le nostre energie. Per affrontare al meglio un tratto sabbioso facciamo in modo di individuare il punto in cui entrando potremo aggredirlo con la massima velocità e le minime correzioni possibili, quindi scaliamo un paio di rapporti in modo da non dover poi spingere con troppa potenza una volta dentro, rischiando così di perdere trazione. Se vediamo dei solchi già scavati, approfittiamone utilizzandoli e comunque restiamo centrati tra le due ruote, pedalando sempre in maniera fluida e regolare, evitando bruschi movimenti.

 

La respirazione

E’ una cosa che in tanti trascurano, ma affrontando un tratto impegnativo è molto utile mantenere un ritmo di respirazione consistente e regolare. Tranne in quei casi eccezionali in cui ci si trova ad attraversare un tratto particolarmente tecnico, cerchiamo di stare il più rilassati possibile, in questo modo eviteremo inutili sprechi di energia, avremo un maggior controllo del mezzo e ci accorgeremo di divertirci molto di più.

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