Come risolvere i guasti sui sentieri




Quando ci si appresta ad affrontare una lunga uscita è sempre opportuno avere con sé tutto il necessario per risolvere i principali problemi in cui possa incappare la propria mountain bike. Non è detto che questo non valga anche per le uscite più brevi, soprattutto quando si ha una certa fretta o peggio ancora, durante le giornate più corte, quando il buio incombe più rapidamente. Può comunque accadere anche al biker più scrupoloso di lasciare o dimenticare a casa qualche attrezzo o ricambio che poi si rivela puntualmente fondamentale nel corso dell’uscita. Abbiamo, quindi, raggruppato una serie di consigli e trucchi che in determinati frangenti potranno fare la differenza.

La foratura

E’ sicuramente l’inconveniente più frequente ed allo stesso tempo fastidioso. Proprio per questo motivo è sempre consigliabile convertire le gomme in tubeless adottando un valido liquido sigillante, in modo da avere una maggior sicurezza contro le forature rispetto all’utilizzo della camera d’aria. Ovviamente anche il tubeless non è esente dal raccogliere in corsa una spina. Nel caso ci si accorga di ciò è sempre opportuno evitare di rimuoverla, almeno finché non si è tornati a casa, in quanto la rimozione della spina determinerebbe comunque una leggera perdita di pressione, oltre che di sigillante. Nel caso, invece, ci si dovesse accorgere di un foro che il sigillante non riesce a chiudere allora si potrà far ruotare la gomma continuamente in modo che il sigillante vada a bagnare il punto in cui si trova il foro. Se il foro è troppo grande anche per il sigillante allora una soluzione potrebbe essere quella di infilare nel foro un pezzetto di stoffa o di plastica a fare da tappo, come potrebbe essere anche un pezzetto di corteccia o di vegetale preso dalla natura, per poi fare ritorno a casa con prudenza.

Se si è costretti ad inserire in un copertone tubeless una camera d’aria, ricordatevi sempre di controllare preventivamente il copertone, per verificare l’eventuale presenza di spine o altri oggetti, che se in presenza di liquido sigillante non danno particolari problemi, inserendo invece una camera d’aria finirebbero con il forarla rapidamente.

Per rimediare, invece, ad un taglio sul fianco del copertone c’è veramente poco da fare se non si hanno delle specifiche pezze. Tuttavia, in mancanza, ci si può ingegnare ad esempio introducendo tra la camera d’aria ed il copertone un certo numero di foglie, ma alla peggio andrebbe bene anche un guanto.

E se si avesse bisogno di una seconda camera d’aria? A meno che non si tratti di un’uscita estremamente lunga, non è il caso di portare due camere d’aria. E’ importante, invece, avere sempre con sé delle pezze autoincollanti o almeno un classico kit di riparazione, ovvero mastice più diverse pezze.

Nel caso non si avessero né camera d’aria di scorta né pezze, si potrà isolare il punto della foratura con due nodi sulla camera d’aria e poi rigonfiare la camera alla minima pressione necessaria in modo da poter fare rientro.

Se proprio la sfortuna vi perseguita e non è possibile riutilizzare alcuna camera d’aria, un’idea potrebbe essere quella di riempire il copertone con del fogliame ed erba per poi legare il copertone al cerchio utilizzando del semplice nastro adesivo (che ci si augura avrete portato nello zaino). Sarà molto probabile che al rientro a casa il copertone non sarà più utilizzabile, ma almeno vi avrà fatto rientrare.

La rottura del supporto del cambio

Il più delle volte la rottura del supporto del cambio determina anche ulteriori danni se il cambio va a finire tra i raggi. In ogni caso per ovviare all’inconveniente la soluzione è quella di avere un supporto di ricambio, anche di tipo universale. In caso contrario, si potrà smontare il cambio ma occorrerà anche accorciare la catena, dopo aver scelto su quale corona e pignone lasciare la catena in funzione del percorso ancora da affrontare.

La rottura della catena

In caso di rottura della catena l’unico modo per rimediare è quello di ricongiungerne le estremità. Il modo più semplice è quello di utilizzare una falsamaglia, ma in mancanza lo si potrà fare anche utilizzando lo smagliacatena e prestando la dovuta attenzione nell’agire sui perni delle maglie. In ogni caso, dopo l’operazione si dovrà evitare di incrociare la catena vista la sua minore lunghezza.

La rottura del cavo del cambio

Accade abbastanza raramente, ma se si rompe il cavo del cambio o del deragliatore è alquanto difficile provvedere ad una sua sostituzione, dal momento che difficilmente nello zaino se ne avrà messo uno di scorta. In tal caso, l’unico modo per proseguire sarà quello di utilizzare il solo pignone più piccolo (o più grande se utilizzate un cambio a molla invertita, oramai abbastanza in disuso) o la corona più piccola se si è rotto il cavo del deragliatore. Se il problema riguarda il cambio, agendo opportunamente sulla relativa vite di fine corsa si potrà almeno scegliere quale pignone utilizzare.

Il disco piegato

Se una leggera flessione del disco determina solo un rumore intermittente, seppure fastidioso, la cosa si complica quando la flessione è talmente accentuata che tende a rallentare la ruota. In questi casi, una volta che il disco è raffreddato, è possibile tentare di raddrizzare la parte piegata utilizzando le sole mani, possibilmente pulite per non sporcare la pista frenante del disco e stando attenti a non tagliarsi. Si dovrà spingere gradualmente la parte piegata nel senso opposto ed evitando movimenti bruschi.

Nel caso, invece, il disco risulti estremamente piegato, a causa ad esempio di una caduta, allora la soluzione migliore sarà quello di escluderlo, smontandolo se si ha a disposizione la chiave Torx T-25 (o quella di tipo Centerlock se il disco è di questo tipo). Se non è possibile rimuovere il disco si potrà sempre smontare la pinza per poi bloccarla stabilmente al fodero della forcella.

Un dente piegato della corona

Un urto contro un sasso o una roccia è a volte in grado di piegare un dente della corona. L’effetto di un dente estremamente piegato potrebbe essere poi quello di risucchiare la catena con conseguenti rischi di danneggiamento del telaio. Nel caso in cui il dente piegato sia della corona più grande e non avendo a disposizione una pinza, si potranno sfruttare due sassi abbastanza piatti, di cui uno sarà poggiato sul dente piegato come incudine e l’altro sarà utilizzato come martello, battendo con la dovuta attenzione sul dente piegato per raddrizzarlo.

Il reggisella che scivola

Generalmente accade con una bici nuova o dopo aver acquistato un nuovo reggisella. E’ opportuno, in questi casi, apporre un piccolo segnale visivo sul reggisella immediatamente al di sopra del collarino, in modo da verificare eventuali scivolamenti in corsa. Per ovviare all’inconveniente è conveniente controllare il serraggio del collarino, rispettando la corretta coppia di serraggio. Esistono anche apposite paste specifiche per i cannotti in carbonio.



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