Campionati Mondiali XCO Elite uomini: per Schurter il 10° sigillo

Comunicato stampa

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Si conclude senza ulteriori acuti per l’Italia oltre alla medaglia di bronzo di Martina Berta il Mondiale XCO, XCE e Team Relay a Nove Mesto in Repubblica Ceca. Nella prova conclusiva degli Uomini Elite ha vinto, secondo i pronostici, Nino Schurter, giunto al decimo titolo iridato in carriera (il quinto tra gli Elite): “Sono particolarmente contento di aver confermato il successo dello scorso anno..” dirà in sala stampa.

Alle sue spalle, sospinto da un pubblico caloroso, è giunto il beniamino di casa Jaroslav Kulhavy. Terzo il francese Julien Absalon che con Schurter si divideva i pronostici della vigilia: “non ho nulla da recriminare e va bene così… la rivincita a Rio!“.

Per quanto riguarda gli azzurri, Marco Aurelio Fontana è stato il migliore, chiudendo al 18° posto, più indietro Andrea Tiberi(25°), Gerhard Karschbaumer (31°) e Luca Braidot (60°). Non concludono la gara Daniele Braidot e Michele Casagrande.

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Il successo di Schurter è maturato nel corso della prima parte di gara, quando lo svizzero, ha forzato il ritmo dopo che aveva condotto in compagnia di un quartetto, formato dai primi tre dell’ordine di arrivo e dal ceko Cink. Absalon è sembrato in difficoltà sin dall’inizio, anche se poi dichiarerà “quando sono partiti Nino e Kulhavy ho preferito andare avanti con il mio ritmo.”

In realtà, dopo le incertezze iniziali, il francese riesce ad attestarsi al secondo posto, ad una manciata di secondi da Schurter, per nulla intimorito dal fatto che fino ad oggi chi ha vinto il mondiale non ha poi vinto alle Olimpiadi: “Sono pronto anche per Rio. Qui a Nove Mesto mi trovo a mio agio, il percorso mi piace, il pubblico è fantastico...”

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Alle spalle dell’elvetico la lotta per il podio si consuma, come accaduto anche in altre prove prima di questa finale, nell’ultima tornata. Kulhavy, sospinto dal pubblico (“magari potessi fare un mondiale sempre qui in casa…”) ha recuperato su Absalon, in lieve calo. Insieme percorrono parte dell’ultima tornata. Poi, su uno dei tanti strappi che contraddistinguono questo circuito, il ceko ha forzato il ritmo e si è andato a prendere il meritato argento. Dietro ai tre, che si sapevano di un’altra categoria già alla vigilia, una voragine di oltre 2’. Al quarto posto chiude il ceko Cink, che può fregiarsi così del titolo del primo “degli umani”.

Marco Aurelio Fontana ha condotto una gara gagliarda per una buona metà, quando ha navigato tra i primi dieci. Poi nelle tornate finali ha pagato una preparazione mirata alla massima condizione tra un mese a Rio, cedendo posizioni e chiudendo diciottesimo.

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Buona la gara di Andrea Tiberi e Gerhard Kerschbaumer. Il primo ha sempre dimostrato una particolare attitudine con questo percorso ed ha recuperato diverse posizioni, giungendo 25°, anche se per lui, come per Luca Braidot ed Eva Lechner ieri vale il discorso fatto per Fontana. Il secondo ha chiuso al 31° posto nonostante il dolore alla mano destra, postumo di una caduta in allenamento. Luca Braidot ha chiuso la prova degli azzurri, giungendo 60°.