Beltain Schmid, un Campione del Mondo alla corte KTM PROTEK DAMA

belti_bustoCiao Belti e benvenuto nel team KTM PROTEK DAMA, vorresti riassumere brevemente la tua carriera ciclistica?

Ciao a tutti e grazie del caloroso benvenuto! Parlare di carriera mi pare esagerato soprattutto dopo qualche stagione fuori dall’ambiente; comunque, a chi non mi conoscesse ancora mi presento dicendo che sono Belti Schmid, ho 22 anni e abito a Egna, in provincia di Bolzano, lavoro a tempo pieno per uno dei più noti brand del settore ciclistico, Shimano. La mia carriera se così si può dire, si riassume in alcune buone prestazioni tra gli juniores, coronati da un titolo italiano e uno iridato nella staffetta, nei primi due anni nella categoria U23 qualche infortunio di troppo mi ha limitato e poi non ho più gareggiato. Recuperati gli infortuni sono infine giunto alla corte del team KTM PROTEK DAMA, al primo anno nella categoria Elite.

Come ti sei avvicinando alle gare di xc?

Mi sono avvicinato alle gare di mountainbike in maniera curiosa. Vicino a casa mia si tiene ogni anno una gara di xc; guardavo con stupore i vari atleti sfidarsi su quel percorso. Mi sono, poi,  iscritto presso la società di Egna che organizza tutt’ora la gara e grazie al loro supporto ciò che una volta mi incuriosiva è diventata una grande passione.

I risultati ti hanno premiato ed è arrivata la convocazione in nazionale, campione del mondo team relais, raccontaci l’emozione di quel giorno.

Mi ricordo di essere stato molto nervoso, nei giorni e settimane precedenti alla gara mi sentivo fisicamente molto bene, ero sicuro di essere al top della condizione fisica ma non sapevo cosa aspettarmi dalla gara. Mi ricordo il passaggio di “testimone” con Marco Aurelio Fontana che mi ha dato il cambio in prima posizione, ero teso come una molla ma in qualche maniera sono riuscito a rimanere concentrato e non commettere errori. Mi ricordo il tifo dei fans italiani venuti apposta a vedere la gara. E soprattutto mi ricordo il finale di gara; un testa a testa tra Italia e Francia e l’arrivo è stato allo sprint tra Luca Braidot e Maxime Marotte. Luca l’ha spuntata e in quel momento la gioia è stata indescrivibile. Ogni volta che ci penso ho la pelle d’oca.

Come hai festeggiato?

Abbiamo festeggiato col Team Italia all’hotel. La trasferta mondiale era iniziata nel migliore dei modi.

Come ti hanno accolto i tuoi amici una volta arrivato a casa con il titolo in tasca ?

Hanno organizzato una festa a sorpresa con tantissimi invitati. Che banda di matti!

Il tuo percorso preferito di coppa del mondo?

Le gare di coppa del mondo hanno sempre qualcosa di speciale, sono un livello sopra le altre gare anche in termini di percorso, giustamente. In generale preferisco percorsi naturali e non troppo artificiali. I percorsi francesi come La Bresse o Méribel mi piacciono molto ma Nove Mesto ha qualcosa di speciale. I fans e l’atmosfera di Nove Mesto la rendono la mia preferita.

Dal 2017 insieme al team KTM PROTEK DAMA, raccontaci la tua prima esperienza sulla tua nuova bici.

Dal 2015 sono in sella a bici KTM, prima su modelli Myroon e Scarp 27,5”, adesso su Myroon e Scarp 29” Boost. Devo ammettere che dalla prima volta che ho provato una bici KTM mi sono trovato a mio agio. Il giusto mix tra comfort e reattività. Il nuovo mezzo è ancora più “racing” di quelli che ho usato in passato. Il carro è compatto e dona alla bici grande reattività, l’angolo di sterzo aperto garantisce una guida sicura e pulita e le linee del telaio mi piacciono molto.

Quali sono le particolarità di questo mezzo, che cosa ti ha colpito di più?

La bici è equipaggiata con forcella di serie Rock Shox RS1, ruote Noxon con cerchi belli larghi con canale interno di 27mm e coperture Maxxis Ikon. Per quanto riguarda la trasmissione ed i freni è stata una mia richiesta utilizzare il gruppo Shimano XTR Di2. Lo utilizzo oramai da due anni senza aver mai avuto alcun problema. Mi piace molto l’ergonomia del manettino e il funzionamento è impeccabile, anche sotto sforzo e nelle peggiori condizioni la catena si sposta tra i vari pignoni senza alcuna difficoltà. Per il resto della componentistica, dalle manopole alla sella, mi affido al marchio Pro, che fa parte del gruppo Shimano.

KTM è da sempre presente come marchio nel fuoristrada motoristico, titoli mondiali vinti in diverse discipline ed ancora una volta vincitrice della appena conclusa Dakar, che cosa si prova nel guidare un mezzo con tanta storia e prestigio alle spalle seppur spinto dai watt dalle tua gambe?

KTM è indubbiamente un punto di riferimento nel settore motori. Il primo ambassador che mi viene in mente pensando alla casa motociclistica austrica è il “nostro” Tony Cairoli. Personalmente ritengo che nei mezzi a pedali sia riversata la stessa passione e innovazione dei cugini a motori.

A proposito di Watt, parliamo di allenamento e di misuratore di potenza, pensi sia utile nelle gare di xc?

Buona domanda. A prescindere, ritengo che in gara valori di potenza o frequenza cardiaco siano superflui. Oggigiorno le gare sono “a fuoco” dallo sparo della partenza al momento in cui si attraversa la linea d’arrivo. Per quanto riguarda l’allenamento i lavori specifici sono all’ordine del giorno nel cross country moderno quindi è comune usare un misoratore di potenza o cardiofrequenzimetro per monitorare i propri valori e allenarsi a puntino.

Una domanda di rito, quante uscite a settimana e quanti km annui?

Domanda spinosa! In merito ai km annui non so proprio dare una risposta! L’anno scorso 30.000, ma per lavoro e in macchina! No dai a parte gli scherzi, in inverno esco quasi esclusivamente in mtb quindi penso di percorrere tra i 10000 e i 12000 km all’anno. Per il momento mi alleno tra i 5 e i 6 giorni settimanali, nel weekend esco in bici, durante la settimana alterno allenamento sui rulli a palestra indoor con qualche uscita in montagna a piedi. Ovviamente non vedo l’ora che le giornate si facciano più lunghe e calde; sono un mattiniero e con un pò più di luce uscirò in bici prima di muovermi per lavoro oppure la sera. Non lo vedo un gran problema, è tutta questione di abitudine e forza di volontà.

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Belti come riesci a conciliare lavoro ed attività agonistica ?

Durante il mio percorso di vita ho dovuto fare alcune scelte, ed in questo momento, ho deciso di impegnarmi in maniera più consistente nell’ambito lavorativo; mi piace molto, è un lavoro che può dare grosse soddisfazioni e fare parte di un azienda come Shimano e avere contatto diretto con il mondo del ciclismo non solo per l’aspetto agonistico ma in un’ottica più ampia mi arricchisce di nuove esperienze. Sono molto grato di aver avuto questa chance, oserei quasi dire che sta diventando una passione e questo è ottimo. Ovviamente dedicando molto più tempo al lavoro la bici ha perso un pò di spazio ma cercherò di sfruttarlo al meglio, visto che queste due attività sono importanti per me.

Quanto è importante la tecnica nelle gare di xc e quanto la potenza/resistenza?

I percorsi si fanno più veloci e tecnici, di conseguenza le discese non sono votate al recupero ma è solo un altra fase di gara. Qui attacchi strategici o un buon “manico” possono fare la differenza.

Cosa fa Belti nel tempo libero?

Belti al momento non ha molto tempo libero (ride), ma quello che ho lo trascorro per lo più con amici.

Un tuo sogno nel cassetto?

Sono un sognatore e amo viaggiare, mi piacerebbe andare in Islanda o Norvegia e trascorrese un pò di tempo in quei paesaggi incantati. Dal punto di vista sportivo, ovviamente, il mio sogno nel cassetto è pareggiare i conti con le stagioni passate.

Un consiglio per tutti gli amatori…

A tutti gli amatori che hanno come obiettivo la partecipazione a qualsiasi gara consiglio di non essere troppo attenti a tabelle e schemi vari. Il bello della mountainbike è la diversità tra i vari percorsi, e le diverse gare. Pensate a divertirvi con la vostra bici e il resto viene da se!

Ciao e grazie, in bocca al lupo per la tua prossima stagione!

Grazie a voi! Crepi il lupo!

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