10 anni fa: Cannondale Perp




Il consueto salto di 10 anni nel passato ci porta questo mese a ricordare la Cannondale Perp, che andava ad inserirsi tra la Prophet MX da all mountain/enduro e la Judge da downhill, andando così a colmare un vuoto molto sentito dagli appassionati del freeride che amavano divertirsi nei bike park o comunque sui tracciati più acrobatici senza però preoccuparsi del cronometro.

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Il design del telaio della Perpetrator (abbreviata in Perp) derivava sostanzialmente da quello della Judge, dalla quale riprendeva anche lo schema monoschock della sospensione, ma le quote geometriche evidenziavano angoli meno discesistici e un passo più corto, a favore della maneggevolezza. Il telaio, in alluminio 6061, sfoggiava massicce tubazioni con uno sloping accentuato grazie all’ampia curvatura del tubo orizzontale.

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Per massimizzare la rigidità la Perp era dotata di un tubo sterzo da 1,5″ con un generoso gusset di rinforzo, presente tra l’altro anche in corrispondenza del nodo sella. Presente anche il perno passante posteriore da 12 mm e l’attacco ISCG per guidacatena nonostante la Perp fosse dotata di doppia corona.

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Il carro sfoggiava un vistoso forcellone il cui punto di infulcro era situato nella parte bassa del tubo obliquo mentre il collegamento con l’ammortizzatore avveniva mediante un leveraggio al quale era demandato il compito di garantire la progressività della sospensione. Una sospensione settabile a scelta tra 180 e 200 mm variando semplicemente il linkaggio dell’ammortizzatore.

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La Perp era offerta nelle versioni Perp 1, 2 e 3, che differivano per la diversa componentistica e, ovviamente, per il prezzo che variava tra 2.699 e 4.099 Euro.

Geometrie

Taglie disponibili: S-M-L-XL
Orizzontale virtuale: 526-594-615-635 mm
Angolo sterzo: 66°
Angolo piantone: 71°
Altezza movimento centrale: 373 mm
Standover 785-785-787-790 mm
Carro posteriore: 457 mm
Passo: 1138-1151-1173-1191 mm

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Pro

La Perp offriva il massimo divertimento nel proprio ambito di utilizzo, brillando nei salti e nelle acrobazie più tipiche dei bike park.

Contro

Non poteva comunque cancellare il suo peso (intorno a circa 20 kg), per cui richiedeva un certo impegno nel decollare sui salti, anche se una volta in volo si lasciava maneggiare con estrema facilità. Peso che ovviamente si faceva sentire anche nell’affrontare qualche salita, che se di breve durata riusciva a superare grazie alla doppia corona.

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